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Il Club Alpino Italiano: un’associazione con una storia di oltre 140 anni.
Costituito il 23 ottobre 1863 a Torino - anche se si può affermare che la sua fondazione ideale sia avvenuta il 12 agosto dello stesso anno, durante la celeberrima salita al Monviso ad opera di Quintino Sella, Giovanni Baracco, Paolo e Giacinto di Saint Robert - il Club Alpino Italiano è una libera associazione nazionale che, come recita l’articolo 1 del suo Statuto, “ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

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Relazione del Convegno  

“QUALE TURISMO ALPINISTICO SULLE PICCOLE DOLOMITI ?

La lezione di Gino Soldà ”

 

Si è concluso domenica 6 giugno,  verso le 17,00 sull’Alpe di Campogrosso a Recoaro Terme Vicenza,  il convegno dedicato alle professioni in montagna legate al turismo alpino. La struttura comunale dedicata alla Guida Alpina Gino Soldà, ben si presta a convegni e incontri sui temi della montagna.

L’incontro, fortemente voluto dalle guide alpine dell’Alto Vicentino del Collegio Veneto, vuole puntualizzare come lo sviluppo della montagna passa attraverso la professionalità dei suoi operatori.

 

Il continuo contatto con l’ambiente alpino, la grande conoscenza delle potenzialità di un territorio vissuto a fondo da chi è da sempre innamorato delle montagne, e che in montagna cerca la via migliore per una vita piena di passione e lavoro, può portare a buoni frutti.

 

In questo ambito la presentazione dell’opera di Gino Soldà, viene in aiuto alle nuove generazioni di Guide Alpine per mettere ancora una volta in risalto la bellezza della montagna, la sua forza di attrazione ad un pubblico sempre più vasto, che deve anche essere accompagnato nel rispetto di un ambiente che ha equilibri fragili e difficili da sostenere.

 

Le vie di arrampicata ideate da Gino, riscoperte negli ultimi tempi, con una richiodatura accurata  in sapore retrò, potrà fissare queste opere sulle pareti percorse dal noto alpinista, anche  per il futuro.

Resteranno a testimonianza per tutti con il loro alto valore storico ed alpinistico, diventando un esperimento ben riuscito di collaborazione tra enti pubblici Comunità Montana Agno –Chiampo, associazionismo CAI sezioni Recoaro Terme e Valdagno,  e professionisti della montagna, Guide Alpine.

 

Su questa traccia anche l’intervento di Max Siron, capo Gabinetto, dell’assessore al Turismo con delega alla Montagna Marino Finozzi, che ricorda come l’assessore sia molto legato alle Dolomiti Vicentine e Bellunesi, alle quali ha detto bisogna ridare dignità.

La montagna non può essere dimenticata, anzi dice Max Siron, il suo territorio così aspro e difficile, costudisce tesori e culture che vanno preservate, come del resto la cultura alpina e l’economia di montagna vadano sostenute e rinforzate quali presidi di valori antichi, quali cardine delle nostre genti.

 

La guida alpina Asnicar Paolo, rafforza il pensiero, che solo attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni ad un approccio reale con la montagna; visto cioè come una fonte di lavoro vera,  e favorendo lo sviluppo e la formazione di nuovi operatori in ambito alpino, si possa se davvero si vuole,  valorizzare tutta la montagna veneta. Solo con persone che ci vivono in montagna o che di montagna vogliono vivere si riuscirà a far decollare una realtà, quella Veneta non ancora conosciuta ed apprezzata a pieno.

 

Gianni Bisson, guida alpina, componente attivo del gruppo di lavoro, ricorda come la figura di Gino fosse stata mitizzata dalle guide della nostra valle.

Ffosse cioè anche fino a quando Gino era vivo, un punto di riferimento per tutto  il mondo alpinistico della provincia e del Veneto, spesso dice Gianni “ Ci si trovava in montagna con Gino anche ad arrampicare” e ricorda Gianni, “ come fosse sempre curioso, nonostante l’età, sulle cose che noi giovani alpinisti  si faceva!!” Gino era ed è rimasto, un esempio per tutti noi.

 

In questo ambito la richiesta fatta agli enti ed alle autorità presenti, da parte del presidente delle Guide Alpine del Veneto  Lio de Nes, si pone come primo passo verso un riconoscimento del valore delle guide alpine per il territorio montano, da cui devono risaltare collaborazioni concrete, volte a rivalorizzare e riaffermare il valore dei professionisti sulle nostre montagne.

Il percorso formativo di una Guida Alpina è sicuramente uno dei percorsi professionali più difficili in assoluto, a livello mondiale, dove l’esperienza e la didattica, spaziano tra la corretta esecuzione delle varie discipline sportive alpine che vanno dallo sci-alpinismo al fuori pista, dall’arrampicata sportiva alle ferrate, passando per le cascate di ghiaccio e l’alta montagna, senza dimenticare la media montagna e l’escursionismo.

Una serie di competenze quindi che devono rispondere ai piĂą alti standard formativi e qualitativi a livello mondiale essendo il brevetto di Guida Alpina valido per il mondo intero.

 

Chiude il convegno un interlocutore di notevole esperienza come Vladimiro Riva del Consorzio Vicenzaè, deputato dalla regione alla promozione del territorio vicentino in ambito mondiale, il quale offre tutta la sua competenza per sviluppare dei programmi di  comunicazione e promozione di un  territorio montano che ha nelle sue particolarità, la sua ricchezza e la su specificità. Progetti concreti, con azioni mirate per far conoscere la montagna veneta attraverso la professionalità e qualità degli operatori veneti.

 

Restano sul tavolo delle domande importanti, suggerite da Bepi Casagrande, giornalista di Rai Tre, coordinatore e pungolatore del convegno!!!

 

Come possiamo insieme preparare i nuovi professionisti di domani?? Come il segno lasciato da Gino Soldà può essere ripercorso  dai giovani delle nostre terre?? Può la formazione di figure professionali così importanti per lo sviluppo dei territori alpini e montani essere frutto di una sola passione individuale o possiamo intervenire per ampliare e offrire più assistenza ai giovani che vogliono intraprendere questa strada?? Possiamo  avvicinarci al sistema di aiuto alla professione messo in atto dalle regioni confinanti?? Riusciremo a formare professionisti di qualità che  potranno sviluppare le nostre montagne?? Investiremo, come regione Veneto in nuove risorse umane, in qualità delle professioni,  o resteremo sempre al traino??

 

A queste  e molte altre domande si dovrà a breve nel  futuro rispondere. In una regione dove il turismo la fa da padrone a livello nazionale, si riusciranno a destinare delle risorse per la formazione dei professionisti della montagna in modo adeguato, per valorizzare il potenziale della nostra montagna veneta.

 

Sono già iniziati i contatti con gli operatori a  vari livelli sia amministrativo che politico per formare un tavolo competente di lavoro con obbiettivi  reali e pratici, come la gente di  montagna si aspetta.

 

Passare quindi da secondi di cordata a primi di cordata, scegliendo quali vie fare!!!

 

 

Paolo Asnicar

 

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