Pericolo Valanghe

Pericolo Valanghe - Arpav Veneto

Arpav Veneto - pericolo valanghe

Pronto Soccorso

Soccorso Alpino Ecco un' utile guida su come comportarsi in montagna nei vari casi di infortunio.

In evidenza

Libri/DVD consigliati:
Banner
 
Benvenuto sul sito del CAI di Recoaro Terme
ESCURSIONE SPITZ PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Martedì 15 Maggio 2012 20:21

 

Sabato 19/05/2012 ore 8 

davanti al bar centrale di S. Quirico,

Siamo tutti invitati a partecipare all'escursione

sul nuovo sentiero lungo la
dorsale est dello Spitz,

 recentemente tracciato dalla guida alpina

 Franco Spanevello.

 NON MANCATE!!!!



Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 20:38
 
escursione mante Cimone PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Domenica 13 Maggio 2012 13:05

 

DOMENICA 20/05/2012

ESCURSIONE CAI

 

 
PULIZIA SENTIERO DELLE MOLE PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Domenica 13 Maggio 2012 13:11

DOMENICA 27/05/2012

PULIZIA SENTIERI


 
APERTURA RIFUGIO BATTISTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Domenica 13 Maggio 2012 13:15

APERTO TUTTI I GIORNI DA MAGGIO A OTTOBRE,

DAL 26 DICEMBRE AL 06 GENNAIO

E TUTTI I

FINE SETTIMANA E FESTIVI IL RESTO DELL'ANNO


 
Bando di concorso tesi laurea PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Domenica 06 Maggio 2012 10:53

CLUB ALPINO ITALIANO

Le sezioni vicentina del CAI indicono

il 4°concorso pubblico per l'aasegnazione

di 4 premi per tesi di laurea  inerenti

la montagna triveneta.

PER VISUALIZZARE LE DUE PAGINE DEL BANDO CLICCATE

QUI



Ultimo aggiornamento Domenica 06 Maggio 2012 11:36
 
sul tetto del mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Mercoledì 18 Aprile 2012 17:27

DOPO LA PRESENTAZIONE DI SABATO 14

E' IN VENDITA PRESSO LA NOSTRA SEDE

IL NUOVO LIBRO DI POESIE DEDICATE A

CRISTINA CASTAGNA


 



 
ESCURSIONI "MONTAGNA E SOLIDARIETA'" PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Giovedì 15 Marzo 2012 19:19

 

 

 

PER VISUALIZZARE

IL PROGRAMMA E LE INFORMAZIONI

SUL PIEGHEVOLE

CLICCATE 1 & 2



Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Marzo 2012 14:47
 
charamaio PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Martedì 07 Febbraio 2012 21:51

Reportage

 



Charamaio en val Maira

(nevica in val Maira)

 

Realizziamo nel mese di luglio di non avere nessun programma per le ferie estive: piove un giorno sì e uno no, la temperatura sale e scende, aggiungi poi che il periodo di vacanza è stato fissato in pieno agosto……mare o montagna? In entrambi i casi troveremo gente, folla, mi vedo già dividire il fazzoletto di spiaggia o il tratto di sentiero, chiedendo permesso o scusa. Preferiamo la montagna, magari una non conosciuta, forse esiste un luogo dove è possibile rallentare il ritmo, aria nuova, pulita; un luogo dove la gente non si scontra, ma si incontra, dove poter percorrere nuovi sentieri che portano su, sulla cima, da dove è possibile vedere le cose da un altro punto di vista.

Abbiamo delle riviste, una ci cattura in particolare, forse la foto di copertina, forse il suono di nomi antichi: le Alpi Occitane….  Ecco che l’articolo di Meridiani Montagne diventerà il filo conduttore di questa “scoperta”, lo ritroveremo sui tavoli dei bar in Valle Maira, dove altri, come noi, sono arrivati lì in quel luogo, dopo averlo letto.

Con il termine “Alpi Occitane” si intende definire un’area di 16 vallate accomunate da testimonianze culturali e di lingua d’Oc, (Provenzale). La nostra valle si concentra su quella porzione di Alpi compresa rispettivamente tra le valli Stura, Grana, Maira e Varaita, che a nord ovest di Cuneo arrivano a ridosso del confine francese.

Oggi la valle Maira vive un vero fenomeno di riscoperta che vede la presenza di estimatori alla ricerca di mète lontane dal turismo di massa. Gruppi di trekkers per la maggior parte stranieri, (svizzeri, austriaci, francesi, ma soprattutto tedeschi), si incontrano lungo la rete dei 200 chilometri di sentieri segnati e alla sera nei numerosi lodge sparsi, tanto da essere definita un “piccolo Nepal”.


Partiamo di domenica, nuvole e pioggia non sono certo di buon auspicio, da giorni teniamo d’occhio le previsioni meteo che sembrano darci qualche spiraglio di cambiamento, vedremo.  Intanto si viaggia sostenuti da grandi aspettative e curiosità da svelare.  Nostra destinazione Elva, meraviglioso nido d’aquila a 1637 metri, uno dei comuni più alti d’Italia, a ridosso dello spartiacque con la Valle Varaita.


Arrivare a Elva sembra essere già un’avventura, infatti, la strada che conduce al paese, è chiamata “L’orrido”, e quando iniziamo a percorrerla, ci rendiamo conto del significato: costruita su un vecchio sentiero, serpeggia lungo una gola stretta e profonda, sopra e sotto alte rocce, il fondo della strada qua e là segnato da sassi caduti; finalmente arriviamo a Elva, riconosciamo i luoghi dove è stato girato il film “Il vento fa il suo giro”, antico proverbio occitano sull’eterno ritorno di tutte le cose “E l’aura fai son vir”. All’agriturismo L’Artesin (il rododendro), ci aspetta Lorenza e il suo cane Roki, con il riscaldamento acceso e con l’accoglienza calorosa del suo tipico locale. Al mattino ci svegliamo con un forte vento che soffia veloce le nuvole verso la pianura, esce un bel sole estivo e dal balcone ammiriamo la nostra prima mèta: il monte Pelvo (m.3064). Decidiamo di partire direttamente dall’agriturismo, allungando l’itinerario. Il Pelvo d’Elva è la montagna più bella e appariscente dello spartiacque Maira/Varaita. Imponenti banchi di quarzite si innalzano dalle estese praterie del Colle Bicocca, la via di salita da noi scelta non è la più facile ma è quella più diretta e lineare; l’ascensione è facilitata da corde fisse nella parte alta e tuttavia ci impegna non poco per la presenza del vento forte e freddo; la fatica è comunque ripagata dal cielo che si fa sempre più azzurro, dall’aria tersa e pulita, dalla mole del Monviso che si libera velocemente dalle ultime nuvole e s’impone con tutta la sua bellezza ai nostri occhi.

Scavalchiamo la cima; il ritorno, anche se lungo, ci conduce su una facile ma esposta cresta dai panorami mozzafiato, a destra sotto i nostri piedi scende ripido su S. Anna il vallone di Bellino…. Procediamo la dorsale di monte Camosciere sprofondando all’interno dell’immensa conca glaciale sulle rive dell’omonimo lago punteggiata da bianchi eriofori. Come sarà questo posto con la neve? Enrico ha praticamente gli “sci addosso”. E’ il pensiero che resterà presente per tutte le successive escursioni.

Baciati da un sole e da un clima finalmente estivo, ecco le mète dei giorni seguenti: poiché le ferrate qui non mancano, decidiamo di provare la ferrata di Camoglieres. Di recente apertura (2006) in splendida posizione soleggiata e panoramica, si insinua tra risalti di un imponente anfiteatro di rocce rossastre calcaree.  Attrezzata con moderna concezione da funi e staffe metalliche, supera da prima una serie di salti in parete aperta, prosegue con un breve tratto di sentiero arrivando in un labirinto di guglie verticali collegate tra loro da uno spettacolare “ponte tibetano” (da brivido). Al termine, fantastica la vista dalla cima di Crocetta Soprana (1320m. siamo nella bassa valle), che spazia verso le numerose vette di oltre 3000 metri .


Dopo la fatica, davanti a un meritato boccale di birra, la guida alpina gestore della locanda Del Silenzio ci dà delle dritte per il giorno successivo: eccoci così sull’altipiano della Gardetta, con l’auto saliamo al rifugio omonimo (m.2434), l’erba del mattino è gelata e scricchiola sotto i nostri piedi; ci avviamo verso Rocca la Meia, (m.2831), uno dei 2 templi dell’arrampicata nella valle, rocce calcaree compatte, dove negli ultimi anni sono state aperte dal basso magnifiche vie a spit.  Dopo una difficile partenza, il percorso si fa più semplice attraverso la suggestiva cengia diagonale che rimonta l’ultimo tratto.  Ci infiliamo in un canale di lastre sospese, un breve tratto attrezzato conduce alla cima. Ammiriamo silenziosi uno dei più bei panorami delle Alpi: dalle Marittime fino alle bianche cime del  Monte Rosa e del Cervino.

La giornata successiva da Elva risaliamo la Val Varaita, lasciamo l’auto a Sant’anna di Bellino (m.1850), la mèta è il lago di Mongioia (m.3083). La salita si rivela lunga e faticosa, per valloni solitari attraversando pascoli ameni di mandrie di mucche di pura razza piemontese, poi ambienti via via più severi e rocciosi. Infine, su un desolato ripiano, si trova il bellissimo lago, il più alto delle Alpi Cozie, con le sue acque cristalline di origine glaciale. Per un attimo siamo tentati di fermarci a dormire nell’accogliente bivacco Boerio posto su un vicino dosso roccioso, attratti dall’idea che da lì a poco sarebbe spuntata una fantastica luna piena. Decidiamo di scendere considerato che non ci è possibile comunicare il cambio di programma ma anche per gustare la meravigliosa cena che ci aspetta all’Artesin.

La successiva salita, al gruppo Rocca e Castello Provenzale (m.2402), ci avrebbe visti impegnati in una vera e propria ascensione alpinistica, salendo una lunga rampa inclinata che dà origine all’imponente corno della Rocca, impennandosi su i due fianchi omogenei sia a est che a ovest. Ma a causa di uno strappo muscolare (curato con l’olio di marmotta datoci dalla mamma di Lorenza), decidiamo di aggirare l’imponente e stupenda bastionata di quarzite, rivestita da verdeggianti velature di licheni.  Partiamo dal sentiero sopra il Rifugio Campo Base, costeggiando in salita la base est del Castello fino a raggiungere il Colle Gregury (m.2319); diverse sono le opere militari del Ventennio fascista, a testimonianza dell’ennesima pazzia di Mussolini di invadere la Francia. Proseguiamo la salita, tra altri resti di trince e ricoveri fino sulla cima del Monte Eighier (m.2576). Ora ci troviamo al di sopra del gruppo Castello Provenzale, e seduti sulla vetta erbosa  osserviamo il panorama unico e incredibile, le cordate impegnate all’uscita di alcune vie sono piccoli puntini; in sottofondo giunge lo scampanio di  alcuni cavalli neri, che sembrano pascolare il cielo.


Nell’ultimo giorno di vacanza, decidiamo di dividerci; Enrico parte per il Monte Chersogno, Alessandra per il sentiero delle Viole, lunga passeggiata tra boschi, pascoli e borgate, dove raccoglie una discreta quantità di mazze di tamburo mangiate prontamente alla sera con le cuoche dell’agriturismo.

Il Monte Chersogno è decisamente più impegnativo (m.3026); la particolare posizione lo rende visibile e riconoscibile in tutta la valle e l’intera pianura cuneeese. Parto veloce, percorro il sentiero che sale lungo il torrente sul vallone del Giaz Vecchio, costeggio il lago Camosciere e aggiro il versante rimontando la sella   sud- est; da lì inizia il pendio  dell’aerea cresta finale. Sulla cima, dopo una breve consultazione con alcuni escursionisti e della carta topografica, decido di scendere dal versante opposto confidando sul GPS.  Intuitivamente arrivo a riconoscere alcune tracce di passaggio, attraverso in discesa una serie di ripidi e selvaggi valloni, cerco di mantenere sempre l’orientamento, mentre banchi di nebbia mi avvolgono; continuo l’attraversamento in direzione ovest poi risalgo al colle di  Fonte Nera per rimettermi nel vallone che mi riporta a Elva.

Finisce qui la nostra vacanza che superando le iniziali aspettative, resterĂ  una tra le piĂą belle. Molte altre emozioni vissute sarebbero da raccontare e altre ancora ne conserveremo.

Dicono che in Valle Maira nevichi molto, Lorenza ci ha detto che in una sola notte di qualche inverno fa, la neve caduta superò i due metri. Ritorneremo, chissà, magari in inverno. Speruen che charamaia (speriamo che nevichi).


Alessandra Pianalto Enrico Pozza


Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 23:07
 
TEMA MATTIA DALLA RIVA PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Lunedì 06 Febbraio 2012 21:05

Mattia Dalla Riva      Classe:1°A      11/11/2011




Tema:Il mio sport o hobby preferito

Svolgimento:

Io amo molti sport e ho anche molti hobby,ma quello che preferisco è l’Arrampicata.Mi piace perché mette alla prova le capacità fisiche di una persona.Lo pratico durante la settimana,quando non c’è tanta gente.Quando vado a scalare viene con me mio papà e certe volte anche il mio istruttore Paolo Mantese,lui è molto bravo e quando mi trovo in difficoltà mi può aiutare.
I luoghi dove pratico questo sport sono le falesie (palestre di roccia naturali) di:”Castelvecchio”,”Bergamini” e “Campogrosso” presso la “Sisilla”.
L’evento più memorabile è stato quando,al corso roccia organizzato dalle scuole presso la località Bergamini,ho tentato di fare una parete alta una trentina di metri nove volte e alla decima ci sono riuscito,ma ero talmente esausto che sono dovuto tornare a casa.
Ho scelto questo sport perché mi sembrava interessante vedere alla televisione le persone arrampicarsi sulle montagne e ho pensato che se comincio alla mia età ad allenarmi,quando sarò grande potrò anch’io arrampicare a livelli professionali.
Anche se è uno sport costoso per l’attrezzatura finche  ne avrò la possibilità continuerò a praticarlo perché è il mio preferito.


Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 21:28
 
FOTO CENA SOCIALE 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziano   
Domenica 20 Novembre 2011 13:48

Cena sociale 2011


Cari soci della sezione

"Gino SoldĂ "

come promesso durante la serata della cena,adempio al mio dovere

di aggiornare il sito rispetto a tutte le attivitĂ  del nostro gruppo.

 



Di seguito cliccate su leggi tutto per vedere tutto l'articolo.

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 21:08
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2